Uno sguardo nella Verità di Michelangelo Pistoletto

Dal 30 maggio è aperta al pubblico la prima mostra antologica in Svizzera dedicata a Michelangelo Pistoletto, artista italiano tra i più significativi della scena artistica contemporanea. Oltre alla personale di più di quaranta opere al Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona, il progetto comprende l’installazione di un Terzo Paradiso nel parco del Castello San Materno e uno in quello del Monte Verità. Un vero e proprio itinerario artistico che oggi ti portiamo a scoprire.

Venere degli stracci & Labirinto

Più che una mostra, la si potrebbe definire un percorso che ci porta alla scoperta di tre luoghi culturali chiave di Ascona. Cominciamo dal centro città, al Museo Comunale d’Arte Moderna in Via Borgo 34. La personale di Michelangelo Pistoletto ci guida attraverso varie sale e quasi sette decenni, dal 1958 al 2021, mostrandoci le varie fasi creative dell’artista: dai Quadri specchianti al movimento dell’Arte Povera fino al Segno Arte e al Terzo Paradiso.

Figlio d’arte originario di Biella, Michelangelo Pistoletto cresce a Torino e si avvicina all’arte frequentando l’atelier di restauro del padre. Una particolarità che accomuna tutta la sua opera è il coinvolgimento dello spettatore. Nei Quadri specchianti – da cui ha inizio il nostro percorso al museo – chi guarda è inevitabilmente coinvolto nell’opera, che grazie a questo assume nuovi significati. Non ci si limita a osservare, si partecipa. E si riflette. In tutti i sensi. Più avanti, troviamo opere emblematiche dell’Arte Povera come la Venere degli stracci (1967), e installazioni come il Labirinto (1969), un intricato labirinto di cartone che non cela il percorso, lo svela, e al cui centro troveremo un’altra opera storica, il Pozzo- cartone e specchio (1965-66). Nella successiva sala ci sono video, foto, locandine di varie azioni teatrali e collettive degli anni Settanta che testimoniano la volontà dell’artista di portare l’arte fuori dalle istituzioni, tra la gente. Andando avanti con gli anni e gli spazi, si approda a un grande tavolo specchiante che riproduce fedelmente la forma del bacino mediterraneo, circondato da sedie provenienti dai diversi paesi e culture che vi si affacciano (Love Difference  - Mar Mediterraneo, 2003).

Quadri specchianti

«Ognuno, avendo un proprio segno, ha la chiave per entrare nella porta dell’arte, una porta che immette sia nello spazio riservato, intimo, personale, sia nello spazio degli incontri sociali». Porte, finestre, specchi: soglie di passaggio raffigurate nella forma del Segno Arte, due triangoli intersecati che contengono la massima estensione del corpo umano.

Un’intera sezione della mostra è dedicata al Segno Arte, una ricerca che ha portato Pistoletto a invitare gli artisti di tutto il mondo a crearsi il proprio segno arte. Il suo è formato da due triangoli intersecati, uno sopra l’altro, in grado di contenere una persona con gambe e braccia divaricate. Difficile da spiegare, ma il cui significato diventa chiarissimo alla vista. Completato il giro della mostra al museo, incamminiamoci tra le vie del Borgo di Ascona per raggiungere gli altri due luoghi coinvolti nel progetto, dove troveremo due “terzi paradisi”. Il primo, composto da una novantina di alberelli, si trova nel parco del Museo Castello San Materno e sarà animato da eventi per tutta l’estate. L’altro, realizzato con sassi levigati dal tempo, porta i nostri passi fino al Monte Verità, la collina sopra Ascona, culla della cultura cittadina.

Sfera di giornali

«Ho voluto lasciare un simbolo di Verità sul Monte Verità. Il Terzo Paradiso significa la rigenerazione della società, che in questa circostanza è resa esplicita dai grandi sassi levigati dal tempo che sembrano uscire dal terreno […] ci sono profonde affinità, e mi auguro che il mio Terzo Paradiso […] possa diventare occasione di una nuova rinascita attivando le energie del territorio.»

Per ammirare il Terzo Paradiso donato in permanenza al Monte Verità bisogna inoltrarsi un po’ nel parco, superando la Casa del tè con la sua piccola ma idilliaca piantagione e passeggiando tra gli alberi secolari fino al rinnovato padiglione Elisarion. «Il Terzo Paradiso, che nel cerchio centrale accoglie il ventre procreativo di una nuova umanità, non poteva avere una collocazione migliore». Il simbolo è costituito da due cerchi contigui agli estremi di un cerchio centrale, una riconfigurazione del segno dell’infinito. I due cerchi esterni rappresentano il primo paradiso (in cui l’uomo era un tutt’uno con la natura) e il secondo paradiso (quello artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana). Il cerchio centrale rappresenta l’equilibrio nel superamento del conflitto tra natura e artificio: un nuovo modello di società ecosostenibile, democratica e inclusiva. Un simbolo che, donato dall’artista stesso al Monte Verità, assume un profondo significato e getta chiara luce sulla presenza della mostra ad Ascona. Un’esposizione certo da ammirare, ma soprattutto da vivere e sentire, così come la città che la ospita.

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