Il grotto un luogo d'incontro

Andare al grotto è un po’ come andare a mangiare dai nonni con gli amici: un momento di convivialità condiviso attorno ad un buon pasto e un boccalino di Merlot.


Io son nato nel Ticino e mi chiamo Boccalin, rosso e bianco porto scritte di proverbi e lodi al vin, recita una famosa canzone. Il tipico e panciuto boccalino bianco con strisce rosse e blu da cui sorseggiare un buon Merlot ticinese è immancabile sulla tavola di ogni grotto.

I grotti sono tipici del Ticino. In origine erano luoghi per la conservazione dei cibi, per questo sorgono in luoghi discosti e ombreggiati, in modo da godere di una bassa temperatura anche nei mesi più caldi. Nel tempo hanno perso la loro funzione originale e sono diventati locali caratterizzati da terrazze con panche e tavoli di sasso dove assaporare i piatti tipici della cucina ticinese e approfittare di una calorosa accoglienza familiare.  Il grotto è anche un luogo di ritrovo per gli abitanti del luogo. Capita spesso di ritrovarsi spontaneamente al grotto per un "Bianchino" (un bicchiere di Merlot Bianco). Così può capitare che si faccia una partita di Scopa o che ci si racconti qualche storia del passato (se siano vere o solo sbruffonate per sbalordire il pubblico, non sempre è dato sapere).

Il Ticino è ricco di prodotti tipici: risotto, polenta, minestrone, formaggi, affettati, luganighetta, gazzosa, birra, vino, nocino, grappa... ma anche di tradizioni che vivono. Le castagne erano essenziali nella dieta dei nostri antenati. Ancora oggi, tra ottobre e novembre, si essiccano nella grà, proprio come ai vecchi tempi.

Qui ad Ascona-Locarno siamo fieri di avere due prodotti locali presidio Slow Food: i cicitt, lunghe e sottili salsicce di capra originarie della Vallemaggia, e la farina bóna, la speciale farina di mais tostato della Valle Onsernone. Ma abbiamo anche l’unico riso 100% svizzero e il rinomato pepe della Vallemaggia.
La cucina ticinese ha radici nella tradizione prealpina, ma si distingue per ricette dai gusti saporiti, semplici e per l’uso di prodotti del territorio. Le ricette si tramandano di generazione in generazione: minestrone alla ticinese, minestra alle ortiche, polenta e latte (che fa impazzire i bambini), polenta e merluzzo, polenta e cicitt, busecca, risotto e luganighetta, coniglio in salmì, amaretti, torta di pane. La gastronomia dà poi del suo meglio in autunno, quando la regione pullula di feste, sagre e rassegne gastronomiche.

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