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Orizzonti filosofici - La felicità e la virtù: Kant e il Settecento

02.10.2018

Ciclo autunnale: Temi e problemi dell’etica moderna - La felicità e la virtù: Kant e il Settecento.

Conferenza in in italiano con il Prof. Massimo Mori.

Nella storia della felicità in generale, e del rapporto tra virtù e felicità in particolare, Kant occupa una posizione nevralgica. L’illuminismo aveva fatto della felicità una parola d’ordine. Nel Settecento vigevano tuttavia due concezioni diverse della felicità. Nell’area francese e britannica essa era connessa con l’idea di piacere, declinato in tutte le sue varianti, dalla concezione fisiologica dei materialisti ai sentiments agréables di tanti philosophes. Questo indirizzo faceva capo all’assimilazione della felicità con il piacere stabilità da Locke nel Saggio sull’intelletto umano. Nell’Aufklärung, invece, prevaleva una concezione morale e spirituale della felicità, intesa alla ricerca della perfezione morale: nei Nuovi saggi sull’intelletto umano Leibniz, dal quale dipende l’intero Illuminismo tedesco, aveva corretto Locke sostenendo che la felicità risiede in un piacere dell’anima, non del corpo. In questo modo la felicità si accorda perfettamente con la
virtù, secondo il modello dello stoicismo antico, che ricerca il fondamento dell’etica nell’indipendenza dell’uomo dalle passioni.

Biglietti:

Soci: entrata gratuita
non soci CHF 10.-

Apertura delle casse ore 19.30

Maggiori info: www.orfil.ch

 

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