Val Calnègia: la valle prima del salto

Foroglio

Segui l’antica via della transumanza e lasciati sorprendere dal paesaggio unico di una valle nascosta in pieno sole. Giunto sulla cima dell’imponente cascata ti troverai di fronte a un panorama caratterizzato dalle pietraie e dai macigni che ricoprono i prati e i boschi della valle. Massi sfruttati abilmente dall’ingegno dell’uomo come ripari, stalle e cantine naturali che insieme alle gole e alle rapide del fiume formano un unico incantevole quadro incorniciato tra alte pareti di roccia.

A monte di Foroglio si apre la Val Calnègia, un condensato di tutti i cataclismi che hanno plasmato le nostre montagne. Superato su comodo sentiero il ripido scalino che porta in cima alla cascata, questa valle presenta uno sviluppo di circa tre chilometri con un dislivello di soli 200 m. Essa è sovrastata da cime impervie, che le tolgono il sole durante i mesi invernali, e da altissime pareti levigate dai ghiacci.
Eppure i tre maggenghi che si attraversano testimoniano un’intensa attività.
Il primo, Puntid, appena oltre la bella gola che precede il salto del fiume, coi suoi prati falciati, le sue baite accoglienti e il suo elegante ponticello.
Il secondo, Gerra, che deve il nome all’ampia pianura alluvionale, domina incontrastata la pietra: macigni ciclopici, sotto i quali l’uomo ha scavato abitazioni trogloditiche (splüi) o cercato il fresco in cui conservare i prodotti di tante fatiche, latte e latticini, in attesa del trasporto a valle.
Infine a Calnègia vi sono numerosissime cantine, scavate sotto blocchi che non affiorano quasi mai dal terreno.

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