Ascona

Salvador Dalí, La Divina Commedia

 

Dal al

Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí i Domènech (Figueres 11 maggio 1904 - Figueres 23 gennaio 1989).
Genio versatile, il più originale e brillante interprete del Surrealismo, ha lasciato un’importante testimonianza di se, oltre che come pittore e scultore, anche come illustratore.
Nel 1950 in vista del 700° anniversario della nascita di Dante Alighieri, il governo italiano commissiona a Salvador Dalì l’illustrazione del più grande capolavoro della letteratura italiana: La Divina Commedia.
Dante così incontra Dalì in cento xilografie acquerellate per illustrare il manoscritto più famoso di Dante Alighieri, quel fantastico viaggio dagli abissi degli Inferi allo splendore del Paradiso passando per il purificante Purgatorio; il risultato è un capolavoro unico sospeso fra sogno e realtà.

Le tre cantiche Inferno, Purgatorio e Paradiso sono differenziate da tre aree colorate in maniera diversa, volte a simboleggiare il percorso affrontato da Dante nel suo capolavoro più famoso. Le cantiche sono suddivise in trentatre canti che, con il proemio iniziale al poema, formano un totale di cento canti.
Ogni xilografia di Dalì rappresenta un personaggio o un evento corrispondente a ciascun canto collocato nella cantica dantesca corrispondente.
La figurazione è spesso dissacrante, ironica e grottesca nelle rappresentazione dell’Inferno e del Purgatorio; delicatissime e celestiali sono invece quelle di Dante e Beatrice nel Paradiso; l’eleganza del segno si coniuga con un magistrale ed innovativo uso del colore, in cui la ricerca pittorica dell’artista trova libera espressione nell’originalità, freschezza e genialità dell’ispirazione. 
Nelle illustrazioni Dalì racconta l’opera di Dante attraverso una prospettiva surreale e onirica, mimetizzando perfettamente nell’universo simbolico dantesco, i segni caratterizzanti della sua poetica: come i paesaggi desolati e le figure molli. 

Dalì riesce a mantenere la sognante atmosfera dantesca aggiungendo però il suo tocco personale attraverso i suoi simboli caratteristici: figure molli, stampelle e ossa volanti. Il soprannaturale si miscela con un’esplorazione audace della spiritualià andando così a creare una visione unica della Divina Commedia.

Il viaggio nell’oltremondo dantesco è stato interpretato da Salvador Dalì con i motivi più rilevanti della sua ricerca metafisica e mistica, rappresentando in maniera egregia l’elevata umanità della Divina Commedia con un inevitabile sguardo psicoanalitico che esplora l’inconscio dell’uomo contemporaneo, perso e confuso come Dante agli albori del 1300.
 

TIPOLOGIA

  • Mostre e fiere

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