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Canalitt Cortaccio Curenone

Brissago

Acqua:
Va certamente sottolineata l’importanza dell’acqua, elemento fondamentale, bene prezioso, un tesoro che andava conquistato, preservato ed economizzato con un grande impiego di mezzi e grandi fatiche.

Tutela delle risorse:
L’edificazione di un acquedotto rispondeva alla necessità imprescindibile di tutelare il territorio e le sue risorse, fattore già emergente negli statuti medievali (XIII secolo) della Comunità brissaghese.
I “Canalitt” furono realizzati per soddisfare l’esigenza di abbeverare il bestiame, per uso domestico (fontane) e per irrigare il pascolo, rispettivamente i prati.
L’enorme richiesta idrica durante il periodo del pascolo estivo creò il bisogno di captare tutte le fonti d’acqua disponibili per far fronte alla richiesta idrica più elevata in questo periodo dell’anno.

Risultato dell’ingegno, della tenacia e della perseveranza dei nostri avi,
si trattava di un’infrastruttura intimamente legata alla società rurale.

Opera collettiva:
I “Canalitt”, frutto di un lavoro collettivo e di pubblica utilità, avevano quale scopo la sopravvivenza in situazioni disagiate e lo svolgimento dell’attività agro-pastorale.
Infatti, nella costruzione, la manutenzione e la regolamentazione di questo impianto idrico è sempre stata coinvolta l’intera comunità (Vicinia / Patriziato).
Chiara era pure la volontà di far prevalere l’interesse generale nell’intento di regolarne lo sfruttamento e prevenirne eventuali danneggiamenti ad opera della natura e dell’uomo, mantenendo al meglio quanto offriva il territorio.

Vigilanza:
Sul territorio, a scopo di vigilanza, era presente la figura del camparo (guardiaboschi), ufficiale comunale incaricato di far rispettare in particolare le norme legate alla difesa delle risorse naturali.

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